Nonostante il titolo ambizioso, in questo breve scritto, non formuleremo nuove teorie economiche. Tireremo piuttosto le somme del “fenomeno” Banksy che ha animato questa prima decade di ottobre, per il resto, a dire il vero, caratterizzata da un certo clima di incertezza. Sentimento fisiologico in autunno, probabilmente innescato dalla pioggia di foglie che, secche, si staccano dai rami degli alberi depositandosi sulle strade, i prati, i quaderni a righe dei bambini delle elementari, l’ #incertezza2018 è di certo amplificata in Italia, dalla nota di aggiornamento del Def che quest’anno si presenta particolarmente travagliata. In questo clima, il 6 ottobre, veniva battuta all’asta di Sotheby’s a Londra, La ragazza con il palloncino, opera dello street artist inglese Banksy la cui vera identità è ancora sconosciuta. Ignoto anche il compratore dell’opera, che ha investito ben 1.2 milioni di dollari per averla. A cinque giorni dall’asta sappiamo bene che appena conclusa la contrattazione l’opera si è staccata dalla cornice, costruita dallo stesso artista, in modo tale che la ragazza con il palloncino scivolasse lentamente in un tritadocumenti distruggendo l’opera e facendo trasalire i presenti. Ben presto la notizia ha fatto il giro dei notiziari e dei social suscitando l’ammirazione dell’opinione pubblica e rendendo virale la trovata, potremmo dire la performance, dell’artista. L’enorme risonanza avuta ha fatto si che l’immagine della cornice assassina, si prestasse perfettamente a fare da sponda per una serie di rielaborazioni ironiche della performance di Banksy a fini di marketing o, perché no, di satira politica. Ecco qualche esempio.

Marketing

 

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Tra i primi a percepire l’enorme potenziale comunicativo dell’evento, troviamo Ikea che attraverso questi post, intelligenti, tempestivi, semplici riesce a fare ironia e a superare con maggior facilità la soglia percettiva dei consumatori per lasciare poi spazio alla pubblicità vera è propria. Tanto è vero che nelle immagini vediamo, l’immagine distintiva della marca, il prodotto, il prezzo.

 

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Ecco altre declinazioni dello stesso tema, ripreso da numerosissime aziende, piccole o grandi che siano. L’idea, certo un po’ inflazionata man mano che passano i giorni, riesce comunque ad avere un certo appeal se, come in questi casi si riesce a creare un legame istintivo tra il prodotto da pubblicizzare e la trovata di Banksy. Ecco ora, nelle immagini che seguono, le iniziative che reputo invece meno efficaci:

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Nella prima immagine, abbiamo addirittura un esempio di pubblicità comparativa attuata da parte di Iliad. Forse però non vale la pena adottare una forma di pubblicità così rischiosa chiamando in causa un colosso come Vodafone. Bastava l’eccezionalità dell’evento a fare da specchietto per allodole per il brand. Altri come Solar Call, WitAPP, Molinari, fanno leva sul concetto di indistruttibilità che forse non è realmente al centro del caso Banksy.

Satira politica

 

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Faccio mea culpa ammettendo che il titolo Satira politica associato indistintamente a queste ultime tre immagini non sia tecnicamente il più appropriato. Se infatti il fotomontaggio che vede quasi del tutto distrutta l’immagine di Macron (in questa immagine i detrattori del Presidente francese, alludono metaforicamente all’immagine politica, alla credibilità del presidente) e l’altra in cui ad essere distrutta ( la cornice assassina rimanda qui, alle politiche di Trump) è la Costituzione degli Stati Uniti d’America sono state artigianalmente elaborate dagli oppositori di Macron e di Trump, l’ immagine nostrana è frutto delle instancabili fucine creative del Movimento 5 stelle. Pubblicata sul profilo Facebook ufficiale del movimento, accompagnata dal commento: Abbiamo fatto un capolavoro. Quantomeno si è avuto il buon gusto di non effigiare a brandelli la Povertà che mi permetto notificarvi, qualora non lo sapeste, è stata abolita. Non bastava l’Uccidiamo il chiaro di luna dei futuristi (che peraltro aveva una logica sottostante che era quella dello sprone alla vitalità, alla forza, alla guerra).

Napoletanamente

Non sappiamo quali ricadute avranno, dal punto di vista economico-reputazionale, queste rielaborazioni de La ragazza con il palloncino. Certo è che per ora il ritorno di immagine maggiore lo ha ottenuto Banksy che ha innescato in molti, riflessioni sul mercato dell’arte, sul  suo valore evocativo, su temi quali la forza vitale che scaturisce talvolta dalla distruzione. Del resto già in Giovanni 12, 24, leggiamo “[…] Se il chicco di grano […] non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”. Senza volare troppo alto, volendo concludere con ironia, sintesi dell’atto di Banksy la troviamo nella celebre frase: L’arte non si crea, l’arte si distrugge, proferita dall’attore partenopeo Riccardo Pazzaglia in Il Mistero di Bellevista (Luciano de Crescenzo, film del 1985).  Per rimanere in ambito partenopeo accenniamo a La Madonna con la pistola ( in Piazza dei Gerolamini), unica opera realizzata da Banksy presente in Napoli. Anche qui c’è una cornice e c’è pubblicità. La cornice è stata apposta per iniziativa di una pizzeria e un tale Agostino o Pazzo come hanno premurato di ricordare in una targhetta apposta a lato dell’opera. Nulla di nuovo sotto il sole dunque.