Spesso la sera, prima di addormentarmi, quando non riesco a prendere sonno, mi assillo a importunare il buon Google con impensabili query, prima di crollare abbandonandomi a Morfeo. Tra le ricerche più strambe e frequenti, vi è quella che mi porta a scoprire gli eventi storici che nei secoli sono accaduti, nel giorno stesso o in quello che mi accingo ad affrontare. Ad esempio, ieri notte, ho googlato: “15 Ottobre”. Immediatamente mi è venuto in soccorso Wikipedia con una folta proposta di eventi da ricordare. Tuttavia, tra le tante pagine di storia scritte il 15 ottobre, io e troppe altre persone, ricordiamo solo quelle infangate dell’alluvione del Sannio, che tra il 14 e il 15 ottobre 2015, colpì 77 paesi della Campania, per la maggior parte della provincia di Benevento. L’evento alluvionale provocò la morte di 2 persone e circa 1.234 milioni di euro di danni. L’economia a trazione agricola subì un tracollo con circa 1200 ettari distrutti e un decremento del 13,8% delle vendite di prodotti agricoli. Il Sannio non è certo nuovo ad eventi calamitosi di questo genere e ottobre non è mai stato un mese fausto in questo senso. Tra le quattro piene straordinarie registrate in questa zona nel corso del ‘900, resta celebre infatti, quella dell’ottobre 1949 che fece registrare 20 morti. Un territorio dunque, provato a più riprese da alluvioni e un popolo capace, se non nei mezzi, nella volontà, ad affrontarle. Nello stesso mese di ottobre del 2015 infatti, fu la tenacia e la voglia di ritornare alla normalità della popolazione a smuovere la situazione, spalando, organizzando la rinascita, approntando le richieste di aiuto da rivolgere alle istituzioni anche se proprio oggi Mastella, sindaco di Benevento, parla di promesse fatte e mai mantenute da parte delle istituzioni nazionali. Agli agricoltori, ad oggi, sono stati rimborsati solo 1/6 dei danni subiti e aziende come il celebre pastificio Rummo, pesantemente colpito in quella occasione, sta risorgendo lentamente dopo la crisi nella quale quella notte di fango l’aveva scaraventata. Proprio al pastificio Rummo e ad un’altra grande azienda sannita, la cantina di Solopaca, si devono probabilmente le due iniziative più celebri nate in quell’occasione. La cantina Sociale di Solopaca mise in vendita 80.000 bottiglie di vino, travolte dalla furia del fango, Sporche ma buone ( come citava il claim dell’iniziativa), vendute tutte, ancora sporche appunto. Altro evento eccezionale e dal forte impatto emotivo in primo luogo, fu il concerto di beneficenza organizzato dal pastificio Rummo nella sua sede di Ponte Valentino. Il concerto a cura del Conservatorio Nicola Sala di Benevento, al quale ebbi la fortuna di assistere, ebbe luogo proprio nell’enorme magazzino della ditta. Per l’occasione fu creato, inoltre, l’hashtag #saverummo oltre al già diffusissimo #rialzatisannio. L’ottobre 2018, con la proclamazione di alcuni comuni sanniti (Guardia Sanframondi, Solopaca, Castelvenere, Torrecuso, Sant’Agata dei Goti) a “Città europea del vino 2019” da il portato della ripresa e della forza che sa esprimere il sannio, se fa rete, se è unito, se con laboriosità, guarda al futuro con speranza.
fonti:
Cfr. Banca d’Italia-EUROSISTEM , Economie regionali- l’economia della campania, N° 15, giugno 2016, divisione editoria e stampa Banca d’Italia, PP 14-15, http://www.Bancaditalia.it.