IL primo libro che ho terminato quest’anno è l’ultima pubblicazione del noto giornalista Aldo Cazzullo edito Mondadori. Di seguito, una breve recensione:

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Titolo da romanzo, ma non è un romanzo. Forse questo:

Giuro che non avrò più fame

vi suonerà familiare, si tratta infatti, di una citazione tratta da un romanzo molto celebre, ma lascio che siate voi a indovinare quale celebre personaggio ha già proferito queste parole. Il sottotitolo:

L’Italia della ricostruzione

sa di saggio storico. Ma non lo definirei neanche così. Questo ultimo libro di Cazzullo è un racconto accorato degli anni del primo dopoguerra. Una narrazione semplice, riuscita, grazie all’ottima conoscenza del tema da parte dell’autore. Nello stile, nella scorrevolezza del testo che si legge velocemente, si sente il piglio del giornalista. Lungo le 250 pagine ca., scorrono gli avvenimenti del primo dopoguerra italiano, anche se ogni tanto fanno capolino riferimenti a ciò che accadeva fuori dalla Penisola. Spicca un lungo riferimento alla questione Israeliano-palestinese. Ma si parla molto di casa nostra, degli uomini e delle donne che hanno scritto la storia di quel periodo. Bello il capitolo sulle donne che da la possibilità al lettore di immergersi nelle storie di figure spesso poco note. Tra le altre: Carla Accardi, Lina Merlin, le sorelle Fontana, Wanda Osiris, Biki. Interessante anche il racconto dell’epopea su due ruote della coppia Coppi e Bartali e lo dico da non appassionato di ciclismo.

Difetti ? Qualcuno si. Una narrazione che sfocia a volte nell’aneddotica forse anche per il desiderio di parlare di tante figure che in un modo o nell’altro hanno segnato quell’epoca, per dare uno sguardo a 360° sul cinema, sulla moda, sulla politica, sullo sport, sul mondo dell’industria. Altro piccolo difetto sono forse alcune pagine che risultano un po’ retoriche o comunque che offrono del nostro Paese un’immagine pari a quella che ci darebbero i nostri nonni se gli chiedessimo: “Come vedi l’Italia oggi?”. La risposta di qualche anziano sarebbe senza dubbio: “Si stava meglio quando si stava peggio, oggi siamo più cattivi” e cose del genere. Vere, ma fino a un certo punto. Rileggendo quei passaggi ora, mi viene in mente la canzone di Nigiotti “Nonno Hollywood”, un po’ malinconica anche se per alcuni versi vera. Io sono più ottimista ma anche Cazzullo in fondo lo è. In definitiva un libro carino, utile per farsi un’idea di come fosse l’Italia di quegli anni.

In breve:

Pagine: 254

Casa editrice: Mondadori

Costo: 18,00 euro.

Voto: 3/5