
Non so se capita anche a voi ma io, rare volte, vivo dei periodi nei quali mi sento in pace con me stesso, sicuro delle mie sicurezze, capace delle mie capacità, tanto quanto sono certo che non possa esserci incipit più sgrammaticato di questo, per una prefazione. Insomma ci siamo capiti, a tutti capita di avere la sensazione, che qualsiasi cambiamento non potrà mai smuoverci da un certo nostro modo di essere, da alcune verità che diamo per assodate. Per riempirci la bocca di paroloni, potremmo dirci dotati di capacità di resilienza. Per la verità sono davvero pochi i momenti nei quali mi trovo in questo stato di grazia eppure sono certo che dopo la lettura di questo libro saranno ancor meno queste occasioni. Il cigno nero di Taleb è infatti, un libro destabilizzante. Lo scopo per il quale l’epistemiologo, ex trader libano-statunitense lo ha scritto, è proprio quello di dare un calcio allo sgabello delle certezze sul quale siamo appollaiati. Che reazione avremmo avuto se fossimo stati noi i primi esploratori a scoprire in Australia una specie di cigno non bianco ma nero ? Lo stesso senso di spaesamento che proviamo quando un evento dato per certo non avviene o quando al contrario, avviene un fatto impensabile fino a poco prima. Noi che viviamo questo tempo così mutevole e così frenetico avremo avuto spesso questa sensazione. Ebbene è proprio di questo che parla questo libro. Si tratta di una lunga e accorata analisi di quanto siamo poco capaci di fare previsioni e di quanto nel farlo siamo influenzati dal nostro bagaglio di conoscenze ed esperienze tenendoci lontano da quelle che lui chiama Prove silenziose. Le prove silenziose rappresentano la variabile che non abbiamo considerato, quel quid che sconfina, afferendo ad un’area che va oltre il nostro orticello, oltre lo spazio chiuso delle nostre sicurezze. “Il mondo” per Taleb, è “dominato dall’estremo” ( ossia da ciò che non riusciamo a prevedere) ed è dall’estremo che dobbiamo partire nell’analizzare gli eventi futuri. Conoscete il detto “Quel che non vuoi all’orto ti nasce” ? Beh in estrema sintesi è un po’ questa la filosofia di queste pagine. Non sempre nell’accezione negativa del detto, ovviamente. Insomma, al contrario di ciò che potremmo pensare, l’uomo ha scarse qualità di predizione, la sua natura di Narratore e Cataloghizzatore lo porta a cercare strade già battute tra le infinite vie che si diramano dietro la siepe leopardiana. Cerchiamo conferme (Bias) piuttosto che novità. Un libro intenso, di quelli da leggere con la matita in mano, come dico spesso. Vi sono alcuni capitoli che per ammissione dell’autore stesso, sono più ostici perché più tecnici eppure alcuni di essi mi sono sembrati i più belli e più chiari. La tesi che abbiamo qui sommariamente esposta è ampiamente sviscerata nel testo facendo spesso riferimento a campi diversi quali la storia, la letteratura, la politica, l’economia la vita quotidiana degli uomini e… anche dei tacchini. Si avete capito bene. Basta, mi taccio, a voi ora la lettura. Ditemi poi cosa ve ne è parso. Secondo me… ah scusate non sono in grado di prevedere. Buona lettura.
In breve:
PAGINE: 312 Ca.
CASA EDITRICE: Il Saggiatore
COSTO: 14,00 euro.
VOTO: 4/5
NOTA DI MERITO: la lettura è facilitata da alcune semplici note a pie’ di pagina e un bel glossari nelle ultime pagine. Impressionante la bibliografia di circa 38 pagine.