Oggi, 2 aprile, la Chiesa fa memoria di un santo calabrese, nato a Paola nel 1416. In vita, fu fondatore dell’ordine dei Minimi e dal 1483, fino alla morte nel 1507, visse in Francia dove educò i figli di Luigi IX. Canonizzato a soli dodici anni dalla sua morte, il suo culto si diffuse con particolare velocità e fervore in tutto il sud, divenendo patrono del Regno delle due Sicilie e compatrono di Napoli. Tale devozione fu incentivata da re Ferdinando I di Borbone che all’intercessione del santo attribuì la seconda cacciata dei francesi da Napoli, agli albori del XIX secolo. A seguito di questo avvenimento, il re costruì, come ex voto, la chiesa che domina piazza del Plebiscito a Napoli consacrandola al suo culto.

Forse fu l’eco di questi accadimenti che guidò l’amministrazione comunale laurentina, il 4 giugno del 1822 a proclamare Francesco di Paola, quale ulteriore compatrono del paese assieme a San Amando, Sant’ Emidio e al patrono principale, San Lorenzo. Sempre nel XIX secolo, la chiesa del SS. Nome di Dio, fu dotata di una statua lignea raffigurante il Santo di Paola. La scultura, di particolare bellezza, è opera del noto artista Napoletano Francesco Citarelli (1790-1871).

Notizie certe circa una festa dedicata a questo Santo a San Lorenzo Maggiore, si hanno a partire dal 1829, quando per la prima volta si tenne una fiera in suo onore, la prima domenica di maggio. Se infatti la memoria liturgica di San Francesco di Paola, cade il 2 aprile, i festeggiamenti sono spesso posticipati ai primi giorni di maggio così da non interferire con il rigoroso periodo quaresimale e commemorare la canonizzazione del santo, avvenuta il 1 maggio 1519. A San Lorenzo, la fiera era preceduta dalla pratica dei tredici venerdì in onore di Francesco di Paola a cura della famiglia Cinquegrani, recitati nella chiesa del SS. Nome di Dio. Ancora oggi, in questa chiesa si conserva l’antica statua del Citarelli che lo raffigura secondo l’iconografia classica. A testimonianza della particolare devozione che legava i nostri antenati a questo santo, possiamo ammirare gli ex voto immortalati assieme alla statua nella prima metà del XX secolo in alcuni santini votivi, come quello che segue.
Rino Gillo


BIBLIOGRAFIA
- Filippelli E.- Formichella M. e C., San Lorenzo Maggiore- testimonianze d’arte sacra, Nuova impronta, 2003.
- Gillo Pellegrino, Elogio alla curiosità – di arte e di culto, ST edizioni, 2019.
- Rey Paolo, Almanacco dei santi, Lito – Rama, 2008.
- Vigliotti Nicola, San Lorenzo Maggiore-Storia e tradizione, Realtà sannita, 2001.