Alla ricerca di noi stessi.
I maestri della semiotica insegnano quanto sia importante per un incipit di successo, posse il protagonista della storia, in cammino, nelle prime pagine del racconto. Così iniziano la Divina commedia o i promessi sposi ad esempio e così inizia questo romanzo di Baricco. Ancora prima, tra le pagine bianche che precedono il testo, una citazione di Paul Valéry “Tutto comincia da una interruzione”. Forse basterebbero queste parole per descrivere il libro. Leggendolo, si ha il senso proprio di essere in cammino e di vivere con Mr Gwyn una nuova fase della sua vita. Dismessi i panni di scrittore, come Gambardella de “La grande bellezza”, non vuole più perder tempo a fare cose che non gli va di fare. Si immerge quindi in una sperimentazione, ritrarre le persone tramite un testo scritto.. una assurdità potremmo dire. Per realizzare questo progetto organizza tutto nei minimi particolari e così i suoi modelli saranno calati in uno spazio industriale trasformato in una specie di ventre materno nel quale i modelli, nudi come nella placenta posano per Gwyn fino allo spegnersi programmato dell’ultima lampadina installata dallo stesso artista per creare nell’ambiente appunto un clima, infantile. Una storia assurda e avvincente che pone il lettore davanti alla voglia di tutti di conoscere a fondo l’altro e noi stessi. Nel testo poi, continue metafore che riprendono scene vissute da tutti i buoni osservatori nella vita quotidiana, aiutano a calarsi ancora di più nella storia. Una bellissima lettura.
