I Riti Settennali dal punto si vista dei Pastori della diocesi di Cerreto-Telese-Sant’Agata de Goti.
Nell’agosto di quest’anno avranno luogo i Riti Settennali, quel complesso rituale tramite il quale la Comunità di Guardia Sanframondi (Bn) festeggia la sua patrona, la Madonna Assunta.
Inevitabili dunque le pubblicazioni circa questo evento tanto importante e tanto grande nel contesto delle feste sannite e non solo. Di tanto in tanto, su questi schermi proveremo a soffermarci su pubblicazioni, produzioni culturali, espressioni di sapere che riguardano questo tema.
Iniziamo con un libro fresco di stampa. Nel dicembre 2023 è stato pubblicato “I Riti Settennali di penitenza nelle lettere e nei documenti dei vescovi tra il XIX e XX secolo”. Il titolo è già metà recensione dell’opera. In effetti, nel testo di Carlo Labagnara, si analizza il rapporto tra i vescovi diocesani e il mondo dei Riti. Evidentemente il fulcro della questione è l’approccio dei Pastori ai protagonisti più discussi della Festa dell’Assunta, i battenti. Come è noto, il sentire dei vescovi non è sempre stato affine a quello del popolo guardiese. Nel testo è ben esposta la ritrosia del celebre vescovo Luigi Sodo e la vicenda dell’arresto di battenti e sedicenti tali nel 1933. A tal proposito sono interessanti i documenti inediti, quali lettere e relazioni che hanno come protagonisti il Podestà del tempo o il vescovo Del Bene
Nel libro si cerca anche, a giusto titolo, di capire le motivazioni che portarono il vescovo Del Bene o Sodo a vietare le forme estreme di penitenza che hanno luogo durante i Riti. L’autore pone l’accento su come le proibizioni fossero dettate dal timore che altrimenti ci sarebbero state ritorsioni da parte delle autorità politiche che non vedevano di buon occhio la penitenza dei battenti (In particolare perché incappucciati e non identificabili in caso di disordini).
A me pare utile sottolineare come già lo stesso Luigi Sodo ponesse alla base del suo disappunto il fatto che la pubblica penitenza dei battenti corrispondesse, per lui, a
Segni di devozione non molto conformi allo spitito di una pietà illuminata.
(Dalla lettera del vescovo Luigi Sodo al parroco di Guardia il 7 giugno 1874)
Facilmente oggetto di
Scherno e di oltraggio alla Religione.
(Dalla lettera del vescovo Luigi Sodo al parroco di Guardia il 7 giugno 1874)
Motivi dunque, lontani dalla mera necessità di mantenere buoni rapporti con le autorità civili ma che riguardavano quella forma penitenziale così cruda che ancora oggi è argomento di dibattito ogni volta che si parla di Riti e che ne costituisce, checché se ne dica, il primo fattore di attrazione per chi si avvicini da profano al fenomeno.
Molto interessanti per me, più che la trascrizione delle omelie e lezioni sullo spirito dei Riti tenute da questo o quel vescovo, pur utili nell’economia dello studio, la descrizione degli avvenimenti, la cronaca della storia dei Riti, lambita dalle azioni dei vescovi che si sono succeduti nella diocesi. In questo contesto, questo libro aiuta il lettore a fare ordine negli accadimenti e a comprendere i passaggi chiave dell’universo rituale di Guardia.
Rino Gillo
