Sulla soglia dei perchè nei Riti Settennali
Questo mese ci occuperemo di Riti prendendo spunto non da una monografia sul tema, ma da alcune pagine sulla “Festa dei misteri e la processione dei battenti a Guardia Sanframondi”, così viene chiamata, in un libro di grande formato edito nel 1988 dalla Banca Provinciale Lombarda che tratta delle più importanti feste e tradizioni italiane.
Il testo in sé è parecchio interessante, analizzando, regione per regione, le più importanti manifestazioni popolari del territorio, corredando il racconto con foto e immagini d’epoca. In particolare, alcune pagine sono dedicate alla Campania, a cura di Vittorio Lanternari. Delle dense colonne dedicate alla Festa guardiese, colpisce il linguaggio ricercato e l’approfondimento antropologico con il quale si guarda alla manifestazione.
Innanzitutto il rapporto tra i Riti e il mondo contadino. In questo caso, il nesso è cercato nella leggenda del ritrovamento dei campanelli fissati a una specie di giogo, il ruolo dei contadini nella rimozione e nel trasporto della statua, la credenza, da parte di alcuni, della Festa come apparato propiziatorio per l’abbondanza del raccolto.
Non secondario il focus sulla Festa come azione di penitenza della comunità. Atto penitenziale antico, con aspetti spettacolari e altri cruenti e svolti in un periodo, quello estivo, in genere non caratterizzato da questa tipologia di manifestazioni che come evidenziato anche nel testo, sono più tipiche della Settimana Santa.
Abbiamo sottolineato come nei Riti Settennali ci sia anche qualcosa che rimanda allo “Spettacolo”, questo è quanto si legge nel testo e anche il mio pensiero non è lontano da questa considerazione. La spettacolarità è parte di tutte le grandi feste e manifestazioni nelle quali gli uomini collaborano per dare gloria a Dio, ai santi, per manifestare la loro fede e mettere in scena appunto, la propria essenza e le proprie tradizioni. La ricerca del bello è essa stessa manifestazione di legame profondo e volontà determinata a mettere in campo il meglio che ognuno può dare per la riuscita della manifestazione.
Pretestuose quindi sono forse tutte quelle polemiche sulla spettacolarizzazione della religiosità e della penitenza che di settennio in settennio si ripetono in merito alla gara tra i rioni per la realizzazione dei quadri viventi più belli o dell’atto penitenziale messo in atto, secondo alcuni, solo come espressione di forza e nell’intenzione di “apparire”. Lungi da me affermare che questi ingredienti siano del tutto assenti in tale manifestazione ma certo, se hanno uno spazio, non riguardano il complesso della Festa. Sono tuttalpiù ascrivibili alla varietà degli atteggiamenti con i quali gli uomini, di ogni tempo e ogni terra, attraversano la vita e gli eventi nei quali sono immersi.
Il testo, scritto negli anni ’80, è interessante anche perché sottolinea appunto come, nonostante la eco mediatica della manifestazione stesse crescendo inevitabilmente, con l’ampliamento dei mezzi di comunicazione e la capillarità della diffusione delle informazioni, la Festa conservasse e conserva ancora uno spirito di gioiosa penitenza, di sacrificio grato.
L’autore del testo, nel 1988, sottolineava come:
“S’è notata un’invasione crescente di forestieri attratti dal battage pubblicitario della stampa nazionale. Il che può tanto più sorprendere, se si pensa alla totale mancanza, sul posto, di attrezzature alberghiere per ospitare i forestieri, all’assenza di quei modesti aspetti di diporto e consumismo costituiti ordinariamente, in altri casi, da giochi, divertimenti, bancarelle di mercanzie, fuochi pirotecnici, concerti di canzoni ecc., che in genere non mancano di integrare con note mondane le feste religiose popolari: e che qui invece mancano del tutto”.
Il testo si chiude con la importante indicazione che è fuorviante cercare di determinare in modo univoco le motivazioni, i significati i perché che muovono la festa e che sono dietro l’agire dei suoi partecipanti. Come non essere d’accordo.

Bibliografia:
- Lanternari Vittorio, I riti dell’anno/Campania,(pp. 161-165) in AA. VV., Le feste le terre i giorni, Banca Provinciale Lombarda, 1988.