Un libro giallo con un libro al centro
Proprio così, questo giallo ha al centro le vicissitudini di un libro, le vicissitudini editoriali di un manoscritto presentato negli anni ’30 del secolo scorso ad una prestigiosa quanto inventata, casa editrice, la Pietromarchi di MIlano. La casa editrice non esiste, in compenso lo scrittore, Gian Arturo Ferrari, ne sa molto di editoria, avendo lavorato per anni in Mondadori. Questo è il suo primo giallo. Edito Marsilio, è un agile libretto pubblicato nel 2024. Al centro della vicenda abbiamo detto, un libro, un manoscritto che un vecchio generale inviso ormai al fascismo, propone alla casa editrice Pietromarchi. Al suo interno, è evidente, notizie che possono mettere in cattiva luce il regime fascista che imperversa ai tempi della storia. A occuparsi della vicenda, un misterioso “Commissario”, così viene chiamato nel testo, il suo assistente e una certa Donatella Modiano, impiegata in casa editrice e impegnata in un pericoloso doppiogioco che la vede assoldata anche nella polizia segreta quale spia in particolare delle mosse di Luigi Bassetti, colui che seleziona i testi da pubblicare in Pietromarchi. Donatella si innamora del Bassetti e quando questo muore in un incidente piuttosto sospetto, lei vuole vederci chiaro. Ecco dunque dipanarsi il fitto gioco di sotterfugi, infingimenti, indagini segrete che porterà ad un finale a sorpresa.

Io amo particolarmente i gialli ambientati in epoca fascista, ne ho letti alcuni ed in particolare alcune indagini del commissario De Luca per la penna di Lucarelli (in un altro articolo parlo di uno di questi libri) e questo giallo di Ferrari me lo ha ricordato, quantomeno nelle atmosfere e nei giochi di potere che vengono proposti. Il doppio gioco, il dispiegarsi di una serie infinita di vite doppie dei vari protagonisti sembra essere la cifra migliore per chi voglia descrivere quegli anni bui del nostro paese. Un libro piacevole che si legge agilmente. Dal canto suo, Gian Arturo Ferrari è al primo giallo, ma non è questo il primo libro che scrive. Negli anni infatti è stato anche finalista al premio Strega del 2020 con “Ragazzo italiano” e autore, tra gli altri di “Storia confidenziale dell’editoria italiana”, testo che non necessita di argomentazioni circa il contenuto e che ha goduto di buona critica.