L’Epifania tutte le feste porta via riporta l’adagio popolare.  Sarà anche vero ma è pur vero che la giornata del 6 gennaio concentra in se tutto un insieme di riti, celebrazioni e segni che più che portare via tutte le feste sembra essere il punto di massima espressione delle feste e dei segni che caratterizzano l’occidente e l’oriente cristiano.

Questo 6 gennaio sono stato a Breslavia, in Polonia. Nelle chiese cittadine, al termine della messa venivano distribuiti incenso e gessetti bianchi. Con quei gessetti in tanti luoghi di cultura tedesca in particolare (anche in parte in Italia, in Trentino Alto Adige ad esempio) le famiglie o il sacerdote, usano segnare, in questo giorno, lo stipite delle porte con iscrizioni come questa “20+C+M+B+26”. Racchiusi tra le cifre che indicano il nuovo anno, le lettere che sciogliendo l’acronimo stanno per “Christus Mansionem Benedicat” ( Cristo benedica questa abitazione) o per altri i nomi dei tre Magi, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Questo gesto dunque ha il valore di un atto di benedizione dell’abitazione. Un’altra benedizione è quella alla quale ho assistito invece sulle rive del fiume che bagna la città. Un antico rito ortodosso infatti, prevede nella giornata di oggi la benedizione delle acque. Rito antico che avevo visto riprodotto in un quadro di Teodor Axentowicz del 1893, conservato nel museo nazionale polacco di Poznan pochi giorni fa e mai avrei creduto di vedere di persona.

Ultimo segno di questo 6 gennaio a Breslavia è il grande corteo dei magi. Una grande parata con in testa angeli e demoni e altri figuranti che accompagna i magi a cavallo in giro per la città mentre tutti cantano motivi natalizi polacchi e portano in testa variopinte corone di carta. Insieme, nei riti e nei segni siamo tutti re e regine di un reame senza tempo è senza fine.